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L’appello di Barbara Giuggioloni:
“Non uccideteci”

appello di barbara 3

La Sla non è riuscita minimamente a scalfire il coraggio e la voglia di lottare di Barbara Giuggioloni, mamma maceratese affetta dalla terribile malattia ma l’ha costretta a letto, attaccata ad un respiratore, senza la possibilità di parlare se non affidando i suoi pensieri alla voce metallica di un sintetizzatore vocale. La sua unica speranza è il tanto discusso metodo Stamina per il quale Barbara ha ottenuto un’autorizzazione dal Tribunale di Macerata. I tempi però sono lunghi e lenti, come tanti altri malati, non può permettersi il lusso di attendere. Ha quindi nuovamente contattato Cronache Maceratesi, chiedendo di poter fare un appello. Le sue parole, anche se pronunciate meccanicamente, sono accorate e colpiscono dritto al cuore di chiunque abbia un minimo di sensibilità.

appello di barbara 0Abbiamo incontrato per la prima volta Barbara nel gennaio del 2012 quando aveva scoperto da nove mesi di essere malata. Da donna forte e determinata, non si è lasciata scoraggiare neanche per un attimo e si è messa alla ricerca di una cura che potesse garantirle un futuro. Purtroppo però fino ad oggi i tentativi fatti non le hanno dato alcun riscontro e anche un viaggio della speranza a Israele si è rivelato una delusione. Ora Barbara confida nel metodo Stamina che viene applicato da Davide Vannoni all’ospedale di Brescia e vive ogni giorno nell’attesa e nella speranza che possa essere sottoposta alla cura.
Questo il suo appello: “Buonasera a tutti. Ho diagnosi di sla da due anni ma come potete vedere la malattia su di me è molto progredita. Io chiedo solo di poter applicare il metodo Stamina in brevissimo tempo. Ho l’approvazione del giudice di Macerata per iniziare le cure già da tempo. Vi prego fatemi iniziare subito, fra poco potrebbe già essere troppo tardi e l’unica speranza che ho è solo questa. Chi può intervenga subito a far sì che siano adibiti altri ospedali a poter fare i trapianti con il metodo Stamina. Parlo a nome di tutti quelli che sono affetti da una malattia neuro degenerativa, non abbiamo tempo di aspettare bisogna agire e fare subito. Non toglieteci l’unica speranza che abbiamo, non uccideteci. Dobbiamo ribellarci tutti a questo sistema che toglie ad un cittadino capace di intendere e volere la libertà di scelta di come curarsi. Siamo per caso in dittatura? E’ inammissibile che una persona con una malattia progressiva e invalidante debba aspettare mesi per applicare una terapia. Per di più esistono dei filmati nei quali si può vedere che chi si è sottoposto alla cura ha riscontrato solo effetti benefici. Aderite ospedali d’Italia a far si che non sia solo l’ospedale di Brescia a poter fare i trapianti di cellule staminali. Lottiamo affinché questo genocidio legalizzato abbia fine. Non c’è tempo per pensare bisogna agire e in fretta la gente muore. Vi prego mobilitiamoci tutti per far si che più ospedali aderiscano a questa cosa, si parla di salvare vite umane. Grazie, ciao, Barbara”.

 

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