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Rock e vernaccia fanno crollare il “muro” del carcere

“Non abbiamo bisogno di educazione, né di controllo del pensiero” cantavano nel lontano 1979 i Pink Floyd in Another brick in the wall. La ribellione per la libertà deve passare per forza attraverso l’illegalità o è la legalità a proteggerci da chi si prende troppa libertà? È significativo che questa domanda se la pongano proprio dei carcerati. Il tema è stato sviluppato nello spettacolo “Il Muro – Storie rock di gente da galera”, regia di Marco Bragaglia e Francesca Marchetti, interpretato dai prigionieri del carcere Barcaglione con musiche dei Pink Floyd suonate dai South Down London. Dopo il debutto a Macerata replica ieri sera nella magnifica cornice dei giardini della Tenuta Colli di Serrapetrona.  Lo spettacolo, organizzato dal Macerata Opera Festival, nasce dal lavoro dell’Associazione ART’O che da diversi anni opera all’interno del penitenziario Barcaglione, realizzando laboratori teatrali e culturali

 





 

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